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03.08.2014
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Google AdWords o Facebook ADS?

advertising  |  adwords  |  facebook ads  |  web marketing

Sono le due piattaforme più utilizzate da chi decide di iniziare una campagna di advertising online. Entrambe hanno delle caratteristiche peculiari che le rendone adatte a determinati settori, scopi o approcci.

Google AdWords

Google Adwords è lo strumento per inserzionisti creato da Google e integrato nel motore di ricerca. Gli annunci in formato testuale vengono mostrati sopra i risultati organici, o nella colonna di destra, e vengono evidenziati come risultati a pagamento. Una posizione prominente, adatta ad intercettare il potenziale cliente proprio nel momento in cui egli sta palesando il bisogno o la necessità del prodotto o del servizio che stiamo offrendo. La predisposizione all’acquisto di questi visitatori è generalmente elevata.

Il pubblico cui vengono mostrati gli annunci subisce un ricambio frequente: chi fa una ricerca su Google generalmente trova quello che sta cercando e difficilmente visualizzerà il nostro annuncio molte volte. In compenso ogni giorno nuove persone utilizzeranno le chiavi di ricerca che abbiamo impostato per la nostra campagna. È la soluzione ideale per campagne che durino nel tempo, e per campagne su prodotti di nicchia che vogliano sfruttare una strategia a lungo termine.

AdWords ci offre, attraverso la rete Display, anche la possibilità di mostrare annunci di natura testuale e visuale (banner) all’interno di appositi spazi presenti su una rete di siti partner. Chiunque abbia un sito o un blog tematico può infatti mettere a disposizione di Google, tramite il circuito AdSense, uno spazio per la pubblicazione di annunci, ricevendo in cambio un compenso dall’inserzionista. Google fa da intermediario, selezionando e catalogando i siti per argomento, in modo da poter proporre la pubblicazione degli annunci su siti partner tematicamente inerenti il settore dell’inserzionista. Funzioni simili sono attive anche su Youtube, per cui il nostro annuncio (banner o filmato) può apparire prima o durante la visualizzazione di un video.

Sia le campagne su rete di ricerca che su rete Display possono inoltre essere ristrette a determinate aree geografiche o gruppi linguistici. Le campagne di advertising su Google possono sfruttare anche altri strumenti: con Google Places possiamo dare visibilità ad attività con una forte connotazione locale (come alberghi, ristoranti e negozi) mentre con il Merchant Center possiamo promuovere in maniera diretta la vendita dei nostri prodotti su una piattaforma di e-commerce.

 

Facebook ADS

L’advertising su Facebook si basa su logiche diverse: non è l’utente a trovare noi attraverso una ricerca, ma è l’inserzionista che deve andare a trovare l’utente, risvegliando in lui l’impulso d’acquisto. Per raggiungere lo scopo, il social network ha creato un sistema di targetizzazione molto efficace che si basa sui dati di iscrizione, sulle preferenze manifestate e sulle azioni compiute dai propri utenti all’interno del social network.

Sesso, età, residenza, stato civile, professione, relazioni, gusti personali: tutti i dati raccolti da Facebook vengono usati per profilare al meglio il bacino di pubblico a cui mostrare gli annunci. Un utente che abbia cliccato “Mi piace” su pagine e post che parlano di sushi viene “catalogato” all’interno dell’area di interesse relativa alla cucina orientale, dando modo ad un ristorante giapponese di rivolgere le proprie inserzioni ad un pubblico potenzialmente più propenso ad accogliere il messaggio.

Le inserzioni sono corredate da immagini e hanno quindi una forte connotazione visiva. Appaiono sia nella colonna a destra, sia all’interno del flusso di post visualizzato dagli utenti nella home page. È possibile promuovere contenuti di varia natura, facendo atterrare gli utenti sulla propria pagina Facebook, sul proprio sito, invitandoli ad utilizzare un’applicazione, ad interagire con un post o a partecipare ad un evento.

Chiaramente andiamo a cogliere questo pubblico in un momento di svago e relax, non mentre sta manifestando l’intenzione di acquistare. Questo rende tale strumento meno adatto alla vendita diretta rispetto ad AdWords. Ha però costi generalmente inferiori e quindi, a parità di budget, il bacino di pubblico sarà più ampio. L’inserzione su Facebook crea inoltre maggiore interazione con gli utenti. Questi aspetti rendono Facebook ADS uno strumento più efficace per campagne di branding.

A differenza di AdWords, il pubblico cui ci rivolgiamo appartiene ad un bacino essenzialmente statico: in termini di numeri, gli utenti che appartengono ad una determinata categoria sono e restano quelli. E sempre a loro mostreremo il nostro annuncio. Questo significa che il bacino di pubblico andrà ad esaurimento, e che la frequenza con cui ogni utente visualizzerà il nostro annuncio sarà maggiore (il che non è per forza negativo, vista la vocazione del mezzo alle campagne di branding). Sarà pertanto necessario cambiare periodicamente il target o i contenuti degli annunci. Facebook ADS rappresenta la soluzione ideale per campagne fatte su offerte specifiche per il breve termine, o per campagne giocate in vari stadi, per cui si alternano periodi di intensa visibilità a periodo di pausa e analisi.

Le piattaforme sono in costante aggiornamento e talvolta mutuano alcuni elementi l’una dall’altra, adattandoli al proprio ambiente. AdWords ha recentemente introdotto la possibilità di collegare i propri annunci alla pagina Google+ per poter ottenere e mostrare apprezzamenti social negli annunci. Facebook ha invece adottato la strutturazione per gruppi di annunci, caratteristica prima presente solamente su AdWords.

 

Quale piattaforma scegliere?

Come abbiamo visto, AdWords è tendenzialmente lo strumento più adatto per la vendita diretta, mentre Facebook sembra essere migliore per fare branding. Non si tratta però di regole rigide, e spesso il successo di una campagna su l’uno o sull’altro mezzo dipende dagli obiettivi specifici della campagna stessa e dal pubblico che viene individuato come target. I due strumenti non si escludono a vicenda e anzi possono essere usati contemporaneamente per arrivare sia al pubblico che ha già manifestato un bisogno, sia ad un pubblico che, tenendo conto di dati demografici e interessi, potrebbe essere comunque ricettivo rispetto alla nostra offerta. Analizzati i costi necessari per ottenere visualizzazioni, click e conversioni possiamo, in base agli obiettivi della campagna, determinare lo strumento più efficace e più efficiente sul quale puntare la parte più cospicua del budget.

 

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