L’araba fenice HTML4.01 risorge come HTML5
7 January 2008

L’HTML 4.01 doveva essere sostituito per sempre da linguaggi basati sull’XML. Poi è successo che alcuni produttori di browser, come Apple, Opera e Mozilla, si sono liberamente riuniti per discutere una nuova possibilità: creare una nuova versione di HTML, chiamata inizialmente Web Application 1.0, ma resa popolare come HTML5.
Qualche tempo dopo il W3C è tornato sui suoi passi, ha raccolto la sfida del WHATWG, e ha messo in piedi un nuovo gruppo di lavoro interno per scrivere una nuova versione di HTML. E così l’HTML è di nuovo in pista, resuscitato dall’oltretomba.
HTML5 propone alcune modifiche all’HTML4, introducendo alcuni elementi non legati al concetto di documento, orientati alla produzione di applicazioni web. In sostanza, nuovi marcatori vengono introdotti per gestire le transazioni via form, elementi interattivi come i menu, la memorizzazione di stati della pagina (fondamentale per tutte le applicazioni del cosiddetto web 2.0), di dati persistenti, e così via. HTML5 in realtà aggiunge modifiche al DOM, alle API, e altre novità interessanti.
Il WHATWG sostiene che è perché l’HTML è ciò che la maggior parte della gente (e dei siti) usa, dunque è giusto occuparsi di ciò che la gente usa. Poi è probabile che sia anche perché la strada intrapresa con XHTML 2.0 non è piaciuta alla maggior parte dei produttori di browser e degli sviluppatori. Ma HTML5 non abolisce l’uso di XHTML. Infatti la specifica porta avanti parallelamente due linguaggi: HTML5, e il corrispondente XHTML5. Chi vorrà potrà ancora utilizzare XHTML.
HTML5 viene sviluppato in maniera modulare. Alcune parti sono più mature, altre meno. Gli autori prevedono che lo sviluppo completo occuperà i prossimi 15 anni, dunque hanno preso le cose seriamente… Attualmente, alcuni browser già interpretano parti della specifica, anche se pare non correttamente. In realtà, trasformare pagine HTML in HTML5 sarà facile: grazie al fatto che HTML5 è retrocompatibile, basterà cambiare il doctype.
Fonte articolo: Ecologia dei siti web
Autore:cava Categoria:Web 2.0, XHTML - 1 Commento »


